Il Calendario Pirelli  1990

Arthur Elgort in Sevilla

 

1990 Cover

La Copertina

 

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Il Calendario Pirelli cambia con il cambiare del tempo, della società, degli stili di vita, e segue naturalmente le tendenze culturali che si affermano via via. Negli anni precedenti erano state presentate donne dolci e delicate, ma la nuova era propone una nuova donna, con un corpo atletico, forte, solido e sottile. E le palestre sono diventate dei luoghi molto di moda fra le donne. Per l'edizione 1990 l'art director Martyn Walsh vuole un Calendario capace di combinare la sensibilità classica con i nuovi corpi scolpiti. Per far questo s’ispira ai Giochi di Era, una manifestazione sportiva anteriore delle Olimpiadi, per sole donne, che si svolgeva nell'antica Grecia ogni quattro anni in onore della dea Era. Ecco perchè l'immagine di copertina del calendario 1990 è una donna sul podio che regge una fiaccola del tutto simile a quella dei Giochi Olimpici. Arthur Elgort, un professionista newyorchese specializzato in foto di moda, è scelto come fotografo. Egli fu felice di accettare il lavoro sia per il prestigio legato al Calendario che per la curiosità che gli solletica il tema dei Giochi di Era. La scelta delle modelle per questo progetto è piuttosto difficile: Walsh e la sua segretaria di produzione, Jillie Farraday, devono trovare delle modelle che, oltre ad essere attraenti, abbiano delle caratteristiche atletiche. Dopo lunghe ricerche è dapprima scelta Laure Bogeart, una ragazza francese che ha partecipato alle Olimpiadi e che è tanto atletica quanto bella, la quale ha l'incarico di allenare tutto il gruppo. Le altre ragazze sono Laurie Bernhardt, campionessa di salto in alto, Christina Cadiz, Anna Klevag, Florence Poretti e Debrah Saron. La troupe al completo si trasferisce in un ranch di Siviglia, in Spagna, dove una volta venivano allevati i tori per la corrida. Nell'arena è costruito un "set all'aperto" che ricorda uno stadio olimpico. Tra le ragazze si crea una splendida atmosfera, in cui lo spirito di squadra è più forte della competizione. Il successo delle fotografie dipende largamente dalla capacità di convincere lo spettatore che le modelle stanno realmente facendo quello che sembrano fare. Viene quindi prestata grande attenzione al fatto che l'espressione del viso della modella corrisponda al movimento che il corpo sta facendo nell'esercizio atletico.

 

Gennaio 1990

Gennaio

 

Nel Calendario olimpico del 1990, l'impronta del battistrada è costante, visibile ma non preponderante. E' impresso, stampato nello straccetto che copre le forme di sei modelle atlete, selezionate fra 120 e allenate come se davvero avessero dovuto correre la maratona e i cento metri, saltare, lanciare il disco (s'intravede l'impronta), peso e giavellotto. Quello che non era stato permesso a Terence Donovan, immagini solo in bianco e nero per i mesi neri del 1987, venne concesso ad Arthur Elgort, fotografo di moda di New York: un bianco e nero attenuato da un leggero viraggio marroncino, per evocare Leni Riefensthal ancor più di quello che non facciano le foto che hanno proprio l'erotismo del naturismo tedesco fra le due guerre, con l'eco contemporaneo del body building, e vanno in radicale controtendenza rispetto all'androginismo, ai corporali pallori, alle dark ladies sulle passerelle di moda.

 

Giugno 1990

Luglio 1990

Giugno

Luglio

 

Agosto 1990

Settembre 1990

Agosto

Settembre

 

Ottobre 1990

Ottobre

 

Le Modelle.

Sei le modelle scelte per interpretare i giochi olimpici: Laure Bogeart, Laurie Bernhardt, Christina Cadiz, Anna Klevag, Florence Poretti, Debrah Saron.

 

Febbraio 1990

Marzo 1990

Febbraio

Marzo

 

Aprile 1990

Maggio 1990

Aprile

 Maggio

    

Il Fotografo

Arthur Elgort. Americano, ama ritrarre il mondo della moda e lo fa per l'edizione americana, italiana e francese di Vogue. Ha lavorato per Dior, Chanel, Karl Lagherfeld. La passione per il balletto e il gusto per la parodia gli hanno ispirato un libro di fotografie su Mikhail Baryshnikov in un'interpretazione dai toni dissacranti del Lago dei Cigni. Le fotografie da lui realizzate hanno varcato le soglie del Victoria and Albert Museum a Londra e dell'International Center of Photography di New York.

 

Novembre 1990

Dicembre 1990

Novembre

Dicembre