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Il Calendario Pirelli 1985 |
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Norman Parkinson in Edinburg |
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Settembre |
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Gli altri anni Ottanta |
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La morte improvvisa del Direttore Generale della Pirelli Massimo Moro ritarda i piani per la realizzazione del Calendario 1985, la cui lavorazione parte molto in ritardo. Martyn Walsh è l'art director di questa edizione, e Norman Parkinson, che ha quasi settanta anni ed è famoso per aver lavorato molti anni nella moda, è il fotografo prescelto. Parkinson è entusiasta del progetto perchè considera la produzione del Calendario Pirelli una specie di "prova del fuoco". Il concetto del Calendario di quest'anno è quello di renderlo il più simile possibile a una sfilata di moda: per questo è data la massima importanza al modo in cui le modelle sono vestite e agli accessori, senza dimenticare il tema del battistrada delle gomme. Questo significa la creazione di una collezione originale di scarpe, sciarpe, vestiti e accessori il cui studio è affidato a dodici stilisti londinesi. I tratti dominanti per ogni dettaglio sono l'eleganza e l'esclusività; la location non può essere da meno. Sono quindi scelte le Assembly Rooms di Edimburgo. Le modelle sono Anna Andersen, Iman, Cecilia, Lena e Sherry. Tra le modelle e il resto della troupe regna un'atmosfera d’amicizia e serenità. Spesso dopo il lavoro si esce e si fanno le ore piccole, ma la professionalità di tutti è tale che il mattino dopo sono comunque tutti al lavoro, puntuali, pronti agli ordini di Parkinson. Parkinson ama le immagini che rivelano un erotismo delicato, perchè pensa che mostrare troppo raffreddi il desiderio. Dopo la pubblicazione, il Sunday Times scrive che Parkinson ha contribuito a far salire il Calendario di qualche gradino in più nella scala sociale. Gli uffici di Milano però, com’era accaduto già in precedenza, non sono entusiasti. Anche quest'anno il Calendario rischia di essere cancellato, a causa dei problemi economici. Gli uffici della Pirelli di Milano, infatti, vorrebbero concentrare il limitato budget pubblicitario tutto sulla Formula Uno. Ma Pirelli Ltd deve perseverare, e fare tutto il possibile per dimostrare agli uffici di Milano che il Calendario è ormai una parte fondamentale e universalmente riconosciuta dell'azienda, e lo deve fare prima di ricevere l'autorizzazione a procedere. La pagina è molto lunga da caricare, date le molte fotografie, ma spero che avrete la pazienza necessaria per apprezzarla tutta. |
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Agosto |
Aprile |
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L'intreccio di nudi, ormai totali con il solo confine del pube, e di pneumatici funzionò. Attraverso gli abiti, i mantelli, le pellicce, i foulard, i cappelli, creati appositamente da dodici stilisti, l'impronta si insinuò anche nelle immagini da dietro le quinte di una sfilata che Norman Parkinson, decano dei fotografi di moda inglesi e ritrattista della regina Elisabetta, compose per i mesi del 1985, inquadrando Anna Anderson, Cecilia, Iman, che sposerà David Bowie, Lena e Sherry nell'intimità dei camerini del back stage. Sul retro di ogni pagina del Calendario ci sono invece, e sono tutte raggruppate qui sotto, le immagini della sfilata, con le modelle vestite di tutto punto e bersagliate dai flash dei fotografi. |
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Bruce Oldfield |
Maxfield Parrish |
Gina Fratini |
Manolo Blahnik |
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John Boyd |
Patricia Roberts |
Caroline Charles |
Jasper Conran |
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Zandra Rodhes |
Yuki |
Maxwell Croft |
Wolfords |
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Marzo |
Luglio |
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Gennaio |
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Febbraio |
Novembre |
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Dicembre |
Giugno |
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Maggio |
Ottobre |
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Il Fotografo Norman Parkinson. Fotografo inglese di leggendaria creatività e originalità: la sua morte nel 1990 è stata un lutto nel mondo della fotografia. Dopo gli inizi presso uno studio che lavorava per la famiglia reale, già nel 1934 Parkinson era in proprio e volgeva l'obiettivo sui protagonisti dell'alta società londinese. Quando inaugurò la sua prima mostra personale, poteva vantare di avere ritratto il commediografo Noel Coward e l'attrice Vivien Leigh. Entrò nel mondo della moda grazie a un incontro fortuito con Joyce Reynolds, responsabile dell'edizione inglese di Harper's Bazaar. Una delle figure più importanti nella vita di questo fotografo fu Diane Vreeland, responsabile dell'edizione americana di Vogue. Nella sua autobiografia, Lifework, Parkinson afferma che Diane Vreeland era la prima dell'ultima generazione ad apprezzare la moda e lo stile. Fra le modelle che hanno lavorato con lui ci sono nomi prestigiosi: Iman, Jerry Hall, Celia Hammond e Carmen Dell'Orefice. |