Il Calendario Pirelli 1984

Uwe Ommer in the Bahamas

 

1984 Cover

 

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Nel 1984 la Pirelli, con Sandro Veronesi come nuovo Direttore di produzione e Massimo Moro Direttore Generale, decide di rilanciare il Calendario, anche sotto la pressione del nuovo Direttore Marketing Martin Wood. Non è facile trovare una nuova idea... Tuttavia, una volta prodotto e distribuito, il Calendario del 1984 presenta alcune differenze rispetto alle edizioni precedenti. Innanzitutto viene regalato a chi compra due pneumatici, divenendo così disponibile per il grande pubblico invece che per un gruppo ben selezionato come era avvenuto per le edizioni precedenti Inoltre il Calendario si presenta piuttosto come uno strumento per promuovere la vendita dei prodotti che non come la rappresentazione dell'immagine istituzionale dell'azienda. Martyn Walsh è il nuovo art director, in sostituzione di Derek Forsyth. Uwe Ommer è scelto come fotografo; egli desidera sperimentare nuove idee e creare un Calendario moderno, che non si limiti a mostrare belle ragazze spogliate su spiagge da sogno. E l'elemento innovativo è la costante presenza, visibilissima, dei prodotti da promuovere. Di fianco alla bellezza femminile, il disegno del battistrada delle gomme P6 è presente in ogni fotografia, in un modo ogni volta diverso. Walsh e Ommer sono d'accordo nello scegliere modelle più "normali" che quelle esotiche e voluttuose del passato. Sono selezionate Julie Martin, Jane Wood, Angie Layne e Suzye Ann Watkins. La troupe parte per le Bahamas e si stabilisce al Club Mediterranèe sull'isola di Eleuthera, che è una splendida location, a parte le zanzare che tormenteranno le modelle per tutto il tempo del servizio. Il risultato finale soddisfa appieno Massimo Moro, anche se resta il dibattito fondamentale sull'utilità o meno del Calendario. La sua pubblicazione è assicurata anche dagli articoli comparsi sul quotidiano Sunday Times e sulla rivista italiana Europeo, che hanno creato una grande attesa e una richiesta anticipata di copie del Calendario. Finalmente, il 14 ottobre del 1983 Tom Northey, che ha sostituito Robert Newman come capo delle Relazioni Pubbliche della Pirelli, annuncia il ritorno del Calendario ad un pubblico esultante.

 

Nel Calendario Pirelli 1984 i fogli delle fotografie e dei mesi sono separati e sciolti, fissabili a piacere su un supporto di plastica nera, pertanto non c'è corrispondenza tra immagini e mesi. Ho dato io un mese ad ogni immagine, senza nessuna logica, solo a caso.

 

Gennaio 1984 - Julie Martin

 

Destino volle che gli anni orfani del Pirelli fossero anche orfani di serenità, anni foschi, economicamente accidentatissimi e, per l'Italia, cruenti di terrorismo rosso e di stragismo. Ma non è che i tempi fossero diventati rosei, quando, sul finire del 1982 la Pirelli Kingdom inglese decise la resurrezione del Calendario. Rotto, nel 1981, il burrascoso matrimonio con la Dunlop, il Gruppo Pirelli doveva far fronte a rimborsi di prestiti e capitale per milioni di sterline. L'anno dopo, la Pirelli inglese registrò perdite per 27 milioni di sterline. Furono decisi tagli, economie. Non si trattava di incentivare l'attività, ma di risanare. Ma, all'esterno, qualche segnale di vitalità, occorreva mandarlo.

 

Febbraio 1984

 

Uno fra questi, fu il Calendario per il 1984, affidato ad un nuovo Art Director, Martyn Walsh, artefice nel 1979 della vincente campagna elettorale di Margaret Thatcher. Fu un rischio quella spesa che, fra tanti guai, poteva apparire effimera. Ma portò fortuna perchè il piano di risanamenti della società inglese come per il resto del Gruppo approdò a buon fine prima del previsto. Il Calendario rinacque nuovo. Pubblicitariamente, non poteva più bastare la bellezza più o meno nuda, né il più o meno acceso o bisbigliato erotismo. Ormai di ragazze a poil grondavano le edicole di tutto il mondo. Certo, la risposta poteva essere quella rituale della tradizione Pirelli, la straordinarietà delle foto, l'intelligenza dell'allusività emetica, lo stile.

 

Marzo 1984

 

Aprile 1984 - Jane Wood

 

Ma occorreva un messaggio pubblicitario meno indiretto. La decisione fu quella di inserire il prodotto, il pneumatico, nel consueto repertorio: belle ragazze, luoghi esotici, suggestioni erotiche. In alleanza con il fotografo Uwe Ommer, Walsh ideò per la resurrezione del 1984 il leit motiv del battistrada: l'impronta del pneumatico P6 sulle natiche, sui corpi, nell'ombra di una modella, sulla sabbia, sul fondale subacqueo, la forma del battistrada su un trampolino, nella rete di un'amaca. Il 14 ottobre 1983, al Dorchester Hotel di Londra, Pirelli UK annunciò alla stampa: "Il Calendario è tornato!". Riprese il delirio del possesso.

 

Maggio 1984 - Angie Layne

 

Giugno 1984

 

Luglio 1984

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Ottobre 1984

 

Il Fotografo

Uwe Ommer. Un esordio trionfale per Uwe Ommer: a soli diciotto anni vinse un Gran Prix, istituito a favore dei giovani fotografi. Da allora di strada ne ha fatta molta: dalla natia Colonia, nel 1964, si è trasferito a Parigi dove ha lavorato per Charles Jourdan, Ungaro, Chanel, Renault, Citroen, e dal 1979 ha uno studio anche a New York. I suoi clienti d'oltreoceano, Saks Fifth Avenue e Bloomingdale's, non sono meno prestigiosi di quelli europei: collabora inoltre con la Youg & Rubicam di Detroit alla realizzazione di cataloghi automobilistici. Il 1984, che si aprì per lui con il Calendario Pirelli, gli portò anche l'incarico della Kodak di fotografare le Olimpiadi. Il suo amore per l'Africa gli ha ispirato vari libri; fra questi African Sojourn, raccolta di ritratti di donne nere, con un'introduzione del poeta senegalese Léopold Senghor.