Il Calendario Pirelli 1966

Peter Knapp in Morocco

 

Gennaio 1966

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Colin Forbes e Derek Forsyth sono insieme di nuovo rispettivamente come art director e produttore dell'edizione 1966 del Calendario. Forbes e Forsyth decidono di uscire dai confini dell'Europa e di dare un’ambientazione più esotica al Calendario. Scelgono il Marocco e più precisamente il Club Mediterranèe di Al Hoceima. L'idea del Calendario di quest'anno è una variante del tema sulla stessa edizione del 1964: belle ragazze in vacanza in un luogo di sogno. Peter Knapp, un fotografo di moda le cui immagini abbelliscono le pagine della rivista francese Elle, è scelto da Forbes e Forsyth per trasformare le loro idee in fotografie. All'inizio Knapp è un po' scettico sul progetto perchè teme che il pubblico rimanga colpito più dalla bellezza delle modelle che dall'abilità del fotografo. I risultati però dimostrano che i suoi timori erano infondati. Le immagini di Knapp sono realistiche e sensuali e sembrano essere state fatte per una rivista di moda più che per una pubblicità per vendere pneumatici. Il Calendario risulta carico d’erotismo nonostante le modelle siano per lo più vestite. L'unica modella che divenne poi famosa è Shirley Ann, anche perchè molte ragazze furono scelte sul posto durante le riprese fotografiche. L'edizione 1996 è il primo Calendario ufficialmente presentato alla stampa. Robert Newman era stato assunto dalla Pirelli per dirigere l'ufficio Pubbliche Relazioni e una delle sue prime iniziative fu l'organizzazione di un gala per la presentazione del Calendario alla stampa inglese. Newman scelse il Carlton Tower Hotel di Londra, organizzò un menù a base di specialità marocchine e invitò ottantacinque giornalisti. Ne vennero soltanto dodici e il giorno successivo c'era solo un trafiletto sul quotidiano The Sun dedicato all'evento. Ma la Pirelli era ormai lanciata; infatti, se gli altri produttori di pneumatici dovevano pregare per comparire sulla stampa specializzata, essere citati da un quotidiano era da ritenersi un miracolo. Sfortunatamente la casa madre di Milano non era così entusiasta. Il Calendario era ritenuto negativo per l'immagine di rispettabilità di una tradizionale azienda familiare italiana.

 

Altri bisbigli per il 1966, che potrebbero condurre un credente al confessionale per indotti pensieri impuri, la bocca socchiusa della ragazza di Aprile, con quella lingua che ammiccante s'intravede fra le labbra, il costume di Shirley Ann (Maggio) trasparente sul solco dei glutei e il balucinio di un seno portato in rilievo da una camicetta bagnata. Ma sarebbe stato più di un bisbiglio la foto censurata di un monte di venere appoggiato al sellino, assai fallico, di una bicicletta.

Bike 1966

 

Dicembre 1966

Febbraio 1966

Dicembre

Febbraio

 

Nel 1966, il reverendo David A. Noebel, autore di un saggio-predica dal titolo di per se parlante "Comunismo,ipnotismo e Beatles", attribuì a dieci anni di rock il vertiginoso aumento delle nascite illegittime, dei suicidi fra gli adolescenti. Seguiva le tracce di Frank Sinatra che aveva definito il rock "osceno, sporco, puzzolente, afrodisiaco, buono per ogni delinquente sulla faccia della terra". Sinatra ed il reverendo non erano i soli ad alzare gli scudi. Le televisioni europee, il rock, spesso lo censuravano, lasciando filtrare solo le versioni edulcorate.

 

Luglio 1966

Luglio

 

"Please, Please Me" dei Beatles faceva da colonna sonora al vivere di una generazione poco disposta a rifugiarsi nel privato, tarantolata dal nomadismo, dal misticismo orientaleggiante, dalle prime deleterie esperienze nella droga, dal pauperismo, dall'utopia di cambiare il mondo con l'amore, le chitarre, lo stare insieme che di lì a poco, nel 1969, sarebbe sfociato nei raduni oceanici di Woodstock e dell'isola di Wight. La pillola anticoncezionale aveva scoperchiato la pentola del sesso. Le donne stavano per prendere coscienza di tutti i loro diritti, anche quello dell'orgasmo. Erano già pronte le bandiere del femminismo e della libertà sessuale. Ma la censura inglese faticosamente approvava un'edizione dell'Amante di Lady Chatterly, dopo anni e anni di veti. Jan Fleming, il padre di 007 era proibito ai minori. Il nudo a teatro era sopportato, purché immobile.

 

Maggio 1966

Maggio

 

In quella metà degli anni sessanta, la stagione in cui debutta il Calendario, tante cose stavano per cambiare, ma non erano ancora cambiate. Da poco, all'innocente voyeurismo maschile "Playboy" di Hugh Hefner, allora estrema frontiera del nudo lecito in edicola, aveva concesso i primo seni delle conigliette e delle "playmates", seguito a ruota da Bob Guccione e dal suo "Penthouse". Cambiati le cose, il costume non lo erano sopratutto in Italia, a cui il Pirelli inglese, pur nella sua autonomia, doveva comunque guardare, ascoltando gli stati maggiori agli ultimi piani del Pirellone, il neonato grattacielo costruito là dove. a Milano, era nata nel 1872 la prima fabbrica di Giovanni Battista Pirelli.

 

Aprile 1966

Aprile

 

Se, lavorando alle castissime fotografie per il 1966, Peter Knapp raccontava: "Spesso le nostre modelle volevano essere pagate di più, perchè il Calendario era considerato ai limiti", era ovvio che in Italia i verdetti fossero assai più drastici perchè più arcaica, codina era ancora la morale. Il 1966 è in Inghilterra l'anno della minigonna, dello "swinging London" , di Biba, di Kings Road, di Carnaby Street che decretano nella moda il diritto alla follia, al colore, allo straccio, al sempre più nudo, ma in Italia è l'anno di una ridicola levata di scudi, di un vergognoso gridare allo scandalo per la faccenda della "Zanzara".

 

Novembre 1966

Novembre

 

Ricordate? Si era nell'inverno del 1966. I benpensanti diedero in smanie, deprecarono, illividirono, puntarono l'indice in un collerico j'accuse che pretendeva vendetta giudiziaria ed esemplari punizioni. Tutto, perchè "La Zanzara", il giornaletto del liceo Parini di Milano, immacolata culla della classe dirigente lombarda, aveva pubblicato un'inchiesta dal titolo "Che cosa pensano le ragazze d'oggi". Le ragazze, rispondendo ad un questionari, rivendicavano corsi di educazione sessuale e libertà di pillola, di anticoncezionali. I redattori della "Zanzara" vennero convocati dalla Procura della repubblica, furono sottoposti ad una visita corporale di medioevale memoria e furono incriminati per "incitamento alla corruzione".

 

Giugno 1966

Giugno

 

Marzo 1966

Marzo

 

Questo era il clima di quell'Italia che non aveva ancora il divorzio e ancora viveva il mito della verginità. Seppur bisbigliato, l'erotismo del Calendario andò incontro a fisiologici contraccolpi tanto più che Pirelli Limited aveva, già dall'edizione 1965, organizzato un lancio-stampa del "corporate gadget", uscendo dalla logica, dalla semiclandestinità del regalo solo agli addetti ai lavori, grossisti di pneumatici, gommisti, garagisti. Anche se soltanto il "Sun", un nuovo quotidiano, ne parlò, quel primo battesimo pubblico all'Hotel Carlton Tower fu l'innesco di un'operazione che, via via, costruì il mito di The Cal, oggetto di culto, di un vero e proprio "borsino" sul Financial Times, di aste accanite e dispendiosissime.

 

Agosto 1966

Settembre 1966

Agosto

Settembre

 

Quell'embrionale clamore fu fatale. Nel 1967, il Calendario non uscì. Gli inglesi favoleggiarono addirittura di un intervento della Curia Vaticana sui vertici milanesi del Gruppo. La realtà è che, lo abbiamo visto, i tempi italiani erano ancora molto contradditori: meglio soprassedere con il tamtam di una grande firma industriale sul tamburo di un sedere in trasparenza e di una camicetta lievemente aperta sul seno. Una breve sospensione, una pausa di riflessione che fu subito travolta dalla decisione di chi, allettato per tre anni da quel natalizio regalo di veneri, chiedeva che fine avessero fatto "le ragazze Pirelli".

 

Ottobre 1966

Ottobre

 

Il Fotografo

Peter Knapp. Nato in Svizzera, conosce tutti gli aspetti del mondo dell'immagine: è stato pittore, fotografo, direttore artistico. Da Elle dove elaborava i progetti grafici che lo hanno reso famoso è passato alla direzione artistica della rivista Fortune. All'inizio degli anni Sessanta si volse alla fotografia di moda, concentrandosi sempre di più sulla fotografia a colori. Al suo attivo ha anche un'esperienza di insegnamento svolto presso l'Académie Julian, prestigiosa scuola di arti grafiche a Parigi. I suoi lavori sono stati esposti in moltissime gallerie in Europa e negli Stati Uniti.