Il Calendario Pirelli 1965 

Brian Duffy in the South of France

 

Luglio 1965

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Nel 1965 la Pirelli voleva crearsi una nuova immagine pubblicitaria e il Calendario riflette queste intenzioni. Colin Forbes era l'art director, Derek Forsyth il produttore e Brian Duffy il fotografo. Le foto furono scattate nel Principato di Monaco, sotto il sole caldo della Costa Azzurra. Brian Duffy è già famoso, soprattutto per il suo modo di fotografare le donne. Anzi è una star. Ha già prodotto delle immagini per altre campagne pubblicitarie della Pirelli ed è uno dei fotografi di Vogue. Ci sono cinque modelle quest'anno, invece delle due dell'anno precedente. Pauline Stone e Pauline Dukes, Jeannette Harding, Annabella e Virginia. Pauline Stone è la preferita di Duffy, che ama fare con lei lunghi giri in macchina nei dintorni di Monaco. Il gruppo si stabilisce in uno splendido appartamento dell'inizio del secolo a Monaco, dove gli uomini lavorano in perfetta armonia. Le modelle invece creano qualche problema per via dei conti eccessivi nei ristoranti (il budget del Calendario è ancora abbastanza modesto). Nonostante Duffy sia noto per la sua personalità da primadonna le immagini del calendario sono pianificate dall'intero team. Ma una volta pianificate è compito di Duffy di catturare l'idea e di fissarla sulla pellicola. Le immagini prodotte da Duffy sono cariche d’erotismo. Le modelle sono fotografate in ambienti naturali e senza eccessiva sofisticazione, ma con un'idea grafica in più: primi piani di particolari del corpo. Poco dopo la pubblicazione del Calendario, la Pirelli assunse un nuovo capo delle Pubbliche Relazioni, il giornalista inglese Robert Newman, il quale ebbe la brillante idea di organizzare un lancio promozionale del Calendario rivolto sia alla stampa che al pubblico. Quest’idea, che Newman realizzò solo l'anno successivo, divenne per Londra un appuntamento largamente atteso sia dalla stampa sia dalla mondanità e portò alla Pirelli una gran notorietà che ruotava proprio intorno al Calendario.

 

Giugno 1965 - Jeannette Harding

Giugno

 

Se nell'edizione del 1964 quella malizia, quella sottolineatura erotica restano un po' vaghe e casuali, l'ingrediente della sensualità non tambureggiata, ma giocata di sponda, di dettagli, di gesti appena accennati, di pose che non spiattellano quell'idea ma la insinuano è già preponderante nei Calendari del 1965 e 1966, affidati al grafico Colin Forbes e rispettivamente al fotografo Brian Duffy, astro (il termine è corretto perchè, in quegli anni, riflettori da divismo illuminavano il mondo della fotografia) e a Peter Knapp che aveva lavorato per Bile uscendo dagli schemi della fotografia di moda leccata, da studio.

 

Aprile 1965

Agosto 1965 - Annabella

Aprile Agosto

 

Nelle dodici immagini del 1965, scattate in Provenza (ma il paesaggio ha scarso peso), il primo piano di un sedere (marzo), anche se rigorosamente coperto da un costume a grandi righe bianche, rosse e blu, le gambe di Pauline Stone (dicembre), che stanno in una posizione dischiusa ma fuori della mira dell'obbiettivo, e (giugno) uno short in jeans sbottonato sull'ombelico e su un vagheggiato inizio d'inguine appartengono a questo stile di bisbiglio erotico che, per quei tempi, era il massimo consentito alla pubblicità di un'industria laica, ma poco incline alla teatralità, com'era e com'è la Pirelli, anche nell'autonomia della sua consociata inglese. Un bisbiglio che alimenta pensieri d'alcova. Un bisbiglio che avrebbe scosso anche i più inappetenti, anche i più scafati, se non fossero stati preventivamente censurati e scartati, nella foto dell'ombelico, gli scatti con la mano di Jannette Harding che sta dentro all'aprirsi di quei pantaloncini.

 

Marzo 1965 - Annabella e Virginia

Settembre 1965 - Annabella

Marzo Settembre

 

Erotismo, malizia, lieve trasgressione. Non si può non parlarne, perché, al di là dello snobismo di possesso e del maniacale collezionismo costruito attorno alla limitata tiratura, al di là dei suoi meriti nella selezione, nella scoperta dei fotografi e delle modelle, al di là dei suoi pregi estetici poco vulnerabili ai fisiologici alti e bassi, The Cal (così, da allora, cominciarono a chiamarlo) ha nella sensualità l'asse portante del suo successo, del suo ormai più che trentennale protagonismo.

 

Febbraio 1965 - Annabella

Maggio 1965 - Pauline Dukes

Febbraio

Maggio

 

Per mettere a fuoco questo aspetto essenziale occorre storicizzare quella sua carica nel tempo, nel costume, nelle mode, nelle culture, nelle metamorfosi collettive del modo di guardare, di considerare il corpo, nel tempo in cui il suo filo continuo di una non anatomica sensualità d'immagini è andato dipanandosi. Se no, il rischio è quello che sempre succede quando i nipoti guardano le foto delle donne, delle dive che hanno fatto delirare i nonni: un'alzata di spalle. E, nell'erotismo, questi ultimi trent'anni hanno, come coinvolgimento dei canoni, dei tabù, del comune senso del pudore, il peso dei secoli.

 

Novembre 1965 - Jeannette Harding

Dicembre 1965 - Pauline Stone

Novembre Dicembre

 

Il Calendario nasce sul crinale fra due epoche. Stava cominciando la stagione di una maggiore libertà delle mentalità, del costume, perchè, fra mille errori, abissali demagogie e immensi cretinismi ideologici, il decennio sessanta è sopratutto questo: un respirare più libero, più in grande, più curioso dopo le fatiche del dopoguerra, il rimarginarsi delle ferite, la guerra fredda, con l'estremo colpo di coda della Baia dei Porci  a Cuba nel 1961 e la crisi dei missili del 1962, e, per noi italiani, dopo il fronte a fronte radicale della politica, le asfissie curiali, le tremebonde banalità della censura, lo stolido, gretto perbenismo che, a Milano, si era espresso in sputi su Federico Fellini per La Dolce Vita.

 

Gennaio 1965 - Pauline Dukes

Gennaio

 

Stava iniziando quella stagione, ma ancora vagiva, quando il Calendario Pirelli debuttò. Vagiva anche in Inghilterra, nei Paesi Anglosassoni che erano l'incubatrice del cambiamento. Era ancora fresco di indignazioni lo scandalo che, nel 1955, aveva accompagnato la pubblicazione della nabokoviana Lolita, "polla di bruciante veleno nelle carni, fiamma ipervoluttuosa accesa in permanenza nel midollo spinale", Lolita primogenita delle sprezzanti teen-agers in minigonna di Mary Quant che, senza inibizioni, libere dai pudori di educanda e già scettiche sul mito del maschio, cominciarono nel 1966 a sbattere in faccia alle trasecolanti generazioni dai quaranta in su, cosce, orli di mutandine e profondissimo scorci. Era scoppiata la beatlemania. ma alti erano i mugugni per quei lunghi capelli, per le giacche edoardiane, per il potere che i giovani stavano conquistando come soggetti del mercato, del consumismo. Dilagava il rock. Aveva fiutato quel qualcosa di nuovo che, come cantava Bob Dylan, stava nel vento, ci si era ispirato nei testi e nella grinta musicale, diventando il "leit motiv" dell'universo giovanile anche la miccia delle sue esplosioni: il pacifismo, i figli dei fiori, l'hyppismo, la rivolta dei campus contro la guerra in Vietnam, lo smarrimento esistenziale di chi si sentiva "come pietre che rotolano". Ma dilagava fra l'indignazione di chi non aveva l'età.

 

Ottobre 1965 - Pauline Stone

Ottobre

 

Il Fotografo

Brian Duffy. Il più schivo dei fotografi inglesi della generazione che fu protagonista nella Londra degli anni Sessanta. Ha saputo instillare azione e movimento nelle immagini della moda e fare della fotografia una carriera di moda. Uomo dalle mille esperienze, è stato pittore, stilista e antiquario; ha svolto il suo apprendistato come fotografo per Vogue; ha quindi lavorato per le riviste Town ed Elle. E' suo il surrealismo dorato delle prime campagne pubblicitarie per la Benson and Hedges. Per il cinema ha realizzato il film Oh What A Lovely War.