Il Calendario Pirelli 1964

Robert Freeman in Majorca

 

Febbraio 1964

Febbraio

 

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Nonostante l'insuccesso della prima edizione, Derek Forsyth era assolutamente determinato a creare un Calendario Pirelli per la rete di vendita dei pneumatici. Robert Freeman fu scelto come fotografo: aveva già lavorato per il quotidiano inglese Sunday Times e per la rivista Queen ma era relativamente sconosciuto. La caratteristica principale del progetto era una: la semplicità. Il team di lavoro era composto da quattro persone: Freeman come fotografo, Derek Forsyth come produttore, e due modelle, la rossa Sonny, moglie di Freeman e la bionda Jane Lumb. I quattro affittarono una casa in riva al mare a Maiorca come base per il loro lavoro. Si creò un'atmosfera informale, da amici in vacanza, piena d’entusiasmo per un lavoro che assomigliava di più allo scattare foto per un album di famiglia che non al produrre delle immagini per una campagna pubblicitaria. Non c'erano né assistenti né truccatori né stilisti. Le decisioni relative ad ogni immagine erano prese da Forsyth e da Freeman insieme di volta in volta. Di conseguenza veniva scelta la location e scattata la foto. Le immagini di questa vacanza catturano le emozioni, esprimono intimità e rivelano la perfetta intesa tra fotografo e modella: l'amore di Freeman per sua moglie è tangibile in ogni foto. Le foto di Freeman comunicano desiderio. La loro forza sta nei sorrisi, negli sguardi e nell'atmosfera d’intimità; non nella nudità, anche parziale. Dopo che il team fu tornato a Londra, il Calendario fu stampato e distribuito alla rete di vendita, ma per timore di una reazione negativa, nessuna copia fu mandata agli uffici di Milano. Non ci fu un lancio ufficiale e come conseguenza il Calendario non venne preso in considerazione dalla stampa. Tuttavia, a dispetto di quest’inizio in sordina, poco dopo la pubblicazione del Calendario si riscontrò un aumento d’interesse nei confronti dei prodotti Pirelli.

 

Il primo Calendario Pirelli nacque nel 1963, ed è introvabile non perchè sia andato a ruba e sia stato gelosamente imboscato dai collezionisti per la straordinarietà delle foto, per l'inedita grafica o perchè avesse saputo intuire e rappresentare l'immaginario erotico collettivo di un tempo, di un costume già così in movimento, in ebollizione di metamorfosi, sopratutto quelli della società giovanile inglese che avevano il suono di Love Me Do e di Ps. I Love You, il primo 45 giri dei Beatles.

Quel debutto, per ammissione stessa di Derek Forsyth, regista della pubblicità per la Pirelli United Kingdom, fu modestissimo, anche se il fotografo era Terence Donovan, che stava in quei tempi e nelle nascenti mode di Kings Road come un pesce nell'acqua e che apparteneva al drappello di fotografi ispiratori di Blow Up di Michelangelo Antonioni. Fu la "filosofia" troppo pubblicitaria, troppo legata al prodotto a condannare ad un mezzo aborto quella nascita, tanto che non si credette necessario conservarne il ricordo negli archivi della società. Le dodici ragazze, una per ciascuno dei paesi importatori nell'ambito del Commonwealth, erano alla ribalta delle foto, ma immediocrite da un troppo banale richiamo al tubolare di una bicicletta o alla gommapiuma per l'imbottitura delle poltroncine di un pullman.

 

Novembre 1964

Ottobre 1964

Novembre

Ottobre

 

Agosto 1964

Agosto

 

Maggio 1964

Giugno 1964

Maggio

Giugno

 

La decisione fu comunque di andare avanti, badando a sublimare il soggetto primario del calendario, la donna. Era sciocco, si convinsero, uscire dagli ingredienti tradizionali: la femminilità, la seduzione, la suggestione erotica, l'esotismo, la spinta al sogno. Occorreva però, e non era poco, ridefinire le regole di quella tradizione, sia elevando il più possibile la qualità della fotografia e della grafica, sia tenendo alte e vigili le antenne sui cambiamenti di stile, sulle striscianti metamorfosi o sul deflagrare dei cambiamenti, sui prototipi della bellezza e della sensualità, sul voltare pagina delle mode sociali, del costume, del sesso, del pudore, del modo stesso di vivere e di guardare la vita. L'operazione inizia con il lavoro per il Calendario del 1964.

 

Gennaio 1964

Gennaio

Settembre

 

Estate del 1963, spiagge e mediterraneità di Majorca per le foto di Robert Freeman, un quasi esordiente che aveva sopratutto fotografato gli scontri, le gesta dei "Mods" e dei "Rockers", bande antesignane del movimento ribellistico giovanile. Non era meditata la ricerca di sfondi solari, esotici, marini, ma non eravamo ancora all'inflazione di palme, barriere coralline, sabbia, onde cristalline, risacche trasparentissime che, innescata proprio dai Calendari Pirelli si gonfierà a tal punto, nei servizi fotografici dei mensili e dei settimanali di moda, da venire a nausea, da indurre alla riscoperta del cemento metropolitano come scenografia. Era invece nuova, quasi azzardata la scelta delle modelle, tipo "ragazze della porta accanto". Jane Lumb e Sonny Freeman-Pane, moglie del fotografo e madre per la seconda volta tre settimane prima degli "scatti", delle pose a Majorca, erano il contraltare delle "tutte curve", delle stipatissime "guepières", delle maggiorate, dei labbroni, dei senoni compressi nelle magliette che avevano monopolizzato le immagini della femminilità anni cinquanta. La scelta era dettata dal comandamento che la Pirelli UK si era data: nessuna platealità, nessuna provocazione, nessun tentativo di scandalizzare e, invece, un solleticare la sensualità proponendo un tipo di bellezza accessibile, non sideralmente distante. Una scelta che testimoniava quanto cominciassero a funzionare le antenne, il "fiuto" del Calendario e dei suoi autori sul proprio tempo.

 

Aprile 1964

Marzo 1964

Aprile

Marzo

 

In quel 1963, VOGUE, un po' in ritardo sul cinema che, dieci anni prima, aveva quasi mandato in crisi le prorompenze dell'atomica Rita Hayworth e il fulgore di Ava Gardner con la scricciola bellezza, la poetica, magrissima grazia di Audrey Hepburn, archivia le modelle marmoree, levigate, imponenti, tipo gran dama, per lanciare una femminilità androgina: è il momento di Verushka, di Twiggy, di Jean Shrimpton, di Penelope Tree, del body look. Dalla prospettiva della semplicità, dell'acqua e sapone, della non fragorosità dei corpi, il Calendario 1964 è in linea con questa tendenza. La sua modernità, il suo essere nella contemporaneità stanno in quelle modelle non eroticamente folgoranti e nel taglio delle immagini che privilegiano sopratutto un particolare del corpo, un'idea grafica che dà malizia, che suggerisce erotismo invece che cazzottare l'occhio con il diretto del nudo.

 

Luglio 1964

dicembre 1964

Luglio

Dicembre

 

Il Fotografo

Robert Freeman. Fotografo inglese che ha viaggiato in tutto il mondo nel corso degli innumerevoli incarichi affidatigli da case editrici, agenzie pubblicitarie, grandi società. Il 1964 fu per Freeman l'anno dei Beatles e del Calendario Pirelli, e gli anni successivi gli portarono i trionfi delle mostre di Londra, Parigi, Melbourne e Tokyo. Il suo obiettivo ha colto le immagini del Brunei, su incarico del sultano, gli scorci di Hong Kong e i volti dei protagonisti del jazz.