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Premessa
La
storia delle Fashion Royalty è ambientata nel mondo estremo ed
altamente competitivo dei cosmetici di lusso e del marketing. La
nostra storia si snoda intorno a due marche di cosmetici, che
competono piuttosto scorrettamente l’una con l’altra e da
poco contro una terza impresa, la cui proprietaria si diverte a
un po’, anzi tantissimo, a rigirare le carte in tavola. Quella
che era iniziata come una semplice disputa per conquistare una
parte dell’industria cosmetica europea, presto diventa una
gara per ottenere il dominio completo del mondo della moda.
Benvenuti
nell’ universo della W Cosmetics, della sua spietata rivale
Missima e della problematica Von Weiss!
Sulla
W Cosmetics.
“W”
sta per woman, donna, will, volontà, wisdom, saggezza. Questa
marca decisa, trendy e cosciente della bellezza si basa tutta
sulla salute, sulla forte autostima per le donne di tutte le
razze e per la promozione di un fondamentale senso di benessere.
Fondata
e posseduta dalla giovane e talentosa Veronique Perrin, della
famiglia dei Perrin di Monaco, la W è un’impresa
relativamente giovane, che ha veramente rimodellato la maniera
in cui le donne pensano a se stesse e alle loro cure di bellezza
giornaliere.
Per
via dei suoi forti principi etici, del suo rifiuto di offrire
prodotti meno che perfetti ai suoi clienti e del suo generale
senso di responsabilità negli affari, il punto di vista di
Veronique risplende attraverso la vasta gamma di prodotti di
alta qualità che offre. Poiché tutto il team creativo alle
spalle della W è famoso per la sua capacità di non pensare in
modo ristretto, le campagne pubblicitarie innovative hanno reso
la W la marca vincente per diverse stagioni di fila.
L’invenzione della Glow, lozione autoabbronzante, una vera
benedizione per le donne che temono l’esposizione ai raggi
solari, è l’ultimo prodotto vincente della ditta.
Comunque
le cose non sono sempre perfette come il “Perfect Match Ultra
Hydrating Liquid Foundation”.
I rivali della W hanno sempre rappresentato un problema
per la giovane compagnia alla moda. In ogni modo, ultimi
sviluppi alla Missima hanno dato alle Perrin una gradita boccata
d’aria fresca e una settimana lavorativa più positiva e senza
stress.
La
Missima Corporation
Per
anni la Missima è stata una compagnia di second’ordine, che
vendeva prodotti di bassa qualità e spesso discutibili a una
clientela che poco chiedeva e poco riceveva. Guidata dal
donnaiolo Perry Marino per oltre vent’anni, la compagnia aveva
un successo marginale. Un giorno, non potendo più sopportare le
costanti imperfezioni del marito, i passi falsi e le sue folli
decisioni d’affari, Natalia Fatalè (moglie di Perry da 15
anni) ne prese il comando. La donna di mondo fatta da sé aveva
acquistato in segreto in numero sempre maggiore di azioni della
compagnia, finché riuscì a realizzare il suo “Cosmetic
Takeover” estromettendo il marito e divorziando da lui allo
stesso tempo.
Dopo
una serie di maggiori cambiamenti, sospetti sviluppi di prodotti
e un completo stravolgimento dell’immagine pubblica della
compagnia, la Fatalè riesce a trasformare la Missima in un
concorrente rispettato nel campo della bellezza. L’immagine
data alla compagnia, sfavillante e fashion victim, ha attratto
una nuova clientela con maggiore disponibilità economica, che
ha dato immediatamente alla Missima la pole position. Famosi
nell’industria per l’assoluta mancanza di etica negli
affari, eseguendo test sugli animali e utilizzando pellicce di
specie in pericolo di estinzione nelle loro campagne
pubblicitarie, la Missima si guadagna presto la reputazione di
una compagnia che fa di tutto per attirare l’attenzione, qualità
che non si adatta al mondo della regalità di alta classe che
l’aspirante donna di mondo e i suoi accoliti avrebbero voluto
disperatamente rappresentare. La Missima divenne semplicemente
la mela marcia dell’industria cosmetica, ma il suo look
estremo continua ad attrarre le masse.
Il
dominio dell’impero di Natalia Fatalè dura solo 2 anni. La
realtà presto viene a galla e le vendite iniziano a rallentare,
principalmente per colpa della collezione “Colors of Night”,
la prima creata interamente dalla sua
dirigente ed enormemente pubblicizzata. Composta di tinte
veramente atroci di viola verde, la collezione diventa la
barzelletta dell’industria cosmetica.
L’assoluta mancanza di vero talento di Natalia è resa
ancora più ovvia dai disastrosi risultati finanziari e dall’
incubo mediatico seguito alla sua sponsorizzazione della
collezione di debutto di Agnes Von Weiss. Poco dopo, il
consiglio dei dirigenti, dietro suggerimento dell’ ex marito,
che era rimasto in gioco senza che lei ne fosse a conoscenza,
viene “incoraggiato” a dare un taglio al suo impiego. La
situazione al momento vede la Missima in fase di
riorganizzazione, in quanto Marino ha messo la sua nuova moglie,
la giovane e inesperta Eugenia Frost, al comando. Al Momento
Natalia è scomparsa e la bufera si à calmata, ma durerà
veramente a lungo?
La
Von Weiss
La
Von Weiss e’ posseduta dalla tipica egocentrica e auto
proclamata regina e vittima della moda. Famosa nei circoli
sociali per le sue critiche incessanti e il bisogno di stare
sotto i riflettori, la Baronessa Agnes Von Weiss ha da poco
creato la compagnia ‘V’ per dimostrare quello che considera
il suo punto di forza: il suo talento per la moda. Mettendo
molto poco di suo (persino il logo della compagnia è una
versione ridotta del logo a corona W usato da Veronique Perrin
per la sua compagnia), la
Von Weiss è riuscita a mettere insieme un cosiddetto “look”
che non e’ altro che un accurato collage di stili scollegati
tra loro, creati da sconosciuti fashion designer interni e guru
del marketing. Eppure in qualche modo è riuscita ad attirare
l’attenzione della stampa e a far si che si iniziasse a
parlare della sua marca.
Recentemente
la Baronessa (si mormora che abbia ottenuto il titolo in modo
alquanto oscuro) ha usato alcune delle peggiori tattiche da PR
per convincere la dirigente della Missima, Natalia Fatalè a
sponsorizzare il suo primo show, una mossa non solo
ridicolizzata da tutta la comunità della moda, ma che ha
portato anche agli ultimi giorni de La Fatale alla Missima.
Dopo
il fiasco, la Baronessa tiene un profilo basso, rimanendo
nell’ ombra a lavorare alla sua prossima collezione, certa che
sarà un successo (o almeno lei crede). Molti pensano che la
Baronessa abbia giocato le sue carte
in modo da ottenere il titolo di dirigente della Missima,
ma come lei stessa ha detto recentemente in una delle sue famose
conferenze stampa senza scopo “ la Missima e’ fin troppo
piccola per me. merito cose più grandi nella vita e la Von Weiss è il cavallo su cui puntare!
Alla
Baronessa piace chiamare la sua marca semplicemente V perché pensa sia molto cool. |